Sono morto a 15 sotto il governo sbagliato, non devo far rumore neanche da defunto, sono scomodo.

Ott 8, 2020 | Attualità | 0 commenti

Sono morto a 15 sotto il governo sbagliato, non devo far rumore neanche da defunto, sono scomodo.
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Meglio tacere che far uscire la notizia

Non si può morie così senza che nessuno paghi

di Gianni Bello

 

È di qualche giorno fa la notizia del decesso di un ragazzo appena quindicenne di origine nigeriana su una delle navi quarantena GNV ancorate in Sicilia e che ospitano le migliaia di migranti clandestini sbarcati in Italia negli ultimi mesi.

Abou, questo il nome del ragazzo, era da dodici giorni sulla nave Azzurra. Solamente dopo aver accusato forti malori è stato visitato dall’unico medico a bordo della nave (unico medico per 600 presenti) e solo allora ricoverato d’urgenza in ospedale. Purtroppo, nonostante sia stato intubato, per il ragazzo non c’è stato nulla da fare ed è deceduto in circostanze ancora da accertare. La tragedia, di questo si tratta quando di parla di un ragazzo quindicenne, che si parli di clandestino o meno, si consuma in uno scenario assurdo ed a dir poco ridicolo dove l’ex ministro dell’interno, Matteo Salvini, è stato mandato a processo per sequestro di persona nel caso Diciotti; evento nel quale, è bene ricordarlo, furono fatti sbarcare immediatamente donne, bambini, minorenni non accompagnati e persone malate. Questo tragico evento ad oggi evidenzia la scelleratezza delle politiche migratorie dell’attuale governo italiano con la complicità dell’Europa tutta, più interessata ad ostentare un falso buonismo, in barba all’emergenza sanitaria che coinvolge il mondo intero. Soprattutto un ragionamento sorge spontaneo e non si può soprassedere sul parallelismo della vicenda che accomuna il caso Diciotti con il caso della nave azzurra. Nel caso Diciotti la nave era ormeggiata in porto dove i clandestini rimasti a bordo erano nutriti ed accuditi anche sotto l’aspetto medico; sull’Azzurra è presente un medico per 600 persone e sono comunque ancorati fuori dal porto con le conseguenti lungaggini che, molto probabilmente, sono costate la vita a questo ragazzo.

A questo punto visto il precedente giudiziario in cui è coinvolto l’ex ministro Matteo Salvini, sarebbe quanto meno doveroso che la procura indaghi sulle eventuali responsabilità di chi DOVEVA AGIRE e non lo ha fatto.

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