Chiusura scuole: il Tar “non decide”, resta tutto invariato, presenza con scelta di DAD

Nov 19, 2020 | Attualità | 0 commenti

Scuola: Emiliano si appresta ad un nuovo provvedimento. I bambini pagano l’inefficienza della politica.
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Il Tar Bari respinge ricorso

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Si resta a scuola ma si può scegliere

 

L’ordinanza di Emiliano del 27 ottobre sulla chiusura delle scuole ha “perso efficacia” dopo l’emanazione dell’ultimo Dpcm di Conte. Per questo il TAR di Bari, dichiarando improcedibile la richiesta di sospensione del provvedimento avanzata da alcune famiglie e di una associazione di consumatori, ha di fatto detto no all’ordinanza (già sospesa con un decreto monocratico urgente) con cui la Regione imponeva a tutti gli istituti di passare alla didattica a distanza. I giudici (presidente Ciliberti) hanno considerato inutile procedere all’audizione di Emiliano ma hanno osservato che la nuova ordinanza 413 (quella che prevede la Dad per chi ne fa richiesta non volendo mandare i figli a scuola) deve essere considerata pienamente valida fino al 3 dicembre.

Prima della sentenza del Tar il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha scritto al presidente Michele Emiliano per chiedere di “ritirare” o “riformulare” l’ordinanza 413 (quella nuova). L’iniziativa del ministro pentastellato fa seguito all’incontro avuto negli scorsi giorni con il presidente della Regione per confrontarsi sulle specificità del mondo scolastico: Azzolina insiste sul tema della “autonomia scolastica” e ritiene che il provvedimento – laddove impone misure di organizzazione ai singoli istituti – leda le competenze dello Stato in materia di istruzione. Secondo il ministero, dunque, la Regione non può chiedere alle scuole di garantire la didattica a distanza sincrona con le lezioni in aula a quegli alunni che scelgono di non frequentare per motivi collegati con l’epidemia, cosa invece consentita dall’ordinanza di Emiliano.

 

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